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Le origini della Befana

La 12° notte dopo il Solstizio invernale (21 Dicembre), segnava il passaggio dal vecchio anno solare all’inizio dell’anno Lunare. in questa notte veniva celebrata la morte e la rinascita di Madre Natura. Per i Romani, spiriti femminili volavano sui campi appena seminati per propiziare nuovi raccolti. Secondo alcuni a guidarli era Diana, secondo altri una divinità chiamata Satia (sazietà) o Abundia (abbondanza).

In seguito gli echi di queste antiche credenze e la loro sovrapposizione diedero vita alla nostra Befana. Il suo aspetto da vecchina rappresenta l’ultimo strascico dell’anno vecchio ormai consumato. Tra le antenate della nostra Befana spiccano sicuramente due divinità della mitologia germanica, Holda e Berchta.ì In alcune descrizioni Berchta o Perchta può apparire bella e bianca come la neve oppure vecchia ed anziana. Berchta/Perchta significa la splendente.

Le parole Peracht, berth e brecht significano radioso, luminoso e/o bianco. Perchta è anche chiamata la signora delle bestie, guardiana del mondo animale e della natura, probabilmente dalle stesse origini di Holda. Facile intuire il legame tra l’assonanza di Holda, Holle e il nome Hel, l mondo degli inferi (in tedesco Holle).

Hel figlia di Loki è la sovrana del regno di Hel, il mondo sotterraneo. Nella più antica mitologia germanica, Holle era conosciuta come dea delle unioni matrimoniali. Era una dea benevola, patrona e guardiana di tutte le giovani donne. Per alcuni studiosi Frau Holle sarebbe originariamente una dea suprema antecedente perfino a Odino, Thor, Freya e Loki.

Quando nell’alto medioevo l’antico paganesimo sparì, il personaggio di Frau Holle sopravvisse incorporando gran parte del folklore rurale e delle antiche leggende Frau Holle governa il tempo atmosferico; il sole, la neve e la pioggia, insegna l’arte di tessere la tela dal lino. Holle è la dea cui giungono i bambini che muoiono da piccoli ed è conosciuta sia come “la nonna Oscura” sia come “la signora bianca”.

inoltre, tra il 23 dicembre e il 5 gennaio, durante le cosiddette “dodici notti”, periodo in cui doveva cessare ogni faccenda domestica, la dea ritornava in superficie dal sottosuolo per verificare chi durante l’anno si era dimostrato lavoratore e chi si era rivelato fannullone. Premiando i bambini più buoni con doni e dolcetti e punendo i disubbidienti. Il pellegrinaggio della dea sulla terra era sempre accompagnato da spiriti di ogni natura, sia animale che sopranaturale.

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